Gisella Vacca

Sono nata in autunno una cicogna stravagante mi ha perduto su una Madre di granito millenario Ho trovato un grembo morbido a tentoni Aggrappandomi al seno che colava più dolce E al cuore che batteva più forte la gioia dell'attesa Mi hanno sbiancato i lividi Mani forti e sapienti soffi di donne antiche sciamani neri di sughero bruciato Acqua di pozzi sacri E poi ho sorriso, al risveglio, in una culla, di mirto quasi in frutto, di timo selvatico e lentischio, che aspetta ora nuova pelle rosea Sono nata in autunno ma ho dentro il sole del solstizio Sole che freme in scintille che non sanno contare e sublimano dal mio sangue l'essenza dell'isola Cammino leggera, perdendo semi profumati...